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“ je veux te donner quelque chose aussi ”

“je veux te donner quelque chose aussi “

Vi aspetto sulla mia pagina  Facebook  per parlarne insieme.

“ je veux te donner quelque chose aussi ”

Durante il mio primo viaggio all’estero, l’avevo per la prima volta incontrata, e me ne ero, follemente innamorato.


Ero stato ospite di un mio cugino per una settimana, avrei dovuto, scattargli delle foto per la sua laurea, tutte le spese per la maggior parte erano state pagate, quindi questa occasione non me la feci scappare, accettai senza remore.


Non ero mai stato fuori dall’italia prima di allora, mai su un aereo, e il brivido della partenza, del decollo ed poi, al di sopra le nuvole, me le porto ancora addosso, quelle emozioni, a distanza di tanti anni.


Io alloggiavo nella casa di questa stupenda ragazza, insieme al padre ed alla madre, cercando di non dare il minimo fastidio, erano davvero gentili con me, e questa cosa mi colpii molto.


Io allo stesso tempo, cercavo di essere gentile … con lei.


La mattina presto mi alzavo ed mi recavo in cornetteria per compragli un cornetto caldo appena sfornato, nonostante non parlassi una parola di Francese, ed il mio inglese era ed è sempre stato pessimo, cercavo di farmi capire lo stesso, in qualche modo,perché volevo a tutti i costi portargli, appena si svegliasse, il mio dono.


Alla fine passammo poco tempo insieme, un po’ perchè non ci capivamo se non a sguardi, un po’ perché lei era impegnata nello studio, frequentava l’università ed era piena di esami in quel periodo.


Ma mi rimanne impressa nella mente, il suo corpo mentre nel giardino studiava, ed io sudavo, ogni emozione possibile, la guardavo come la più bella pietra preziosa, e soltanto Dio poteva sapere cosa avrei dato, tutto, per sedermi un secondo, vicino.


Finita la mia vacanza me ne tornai mesto a casa, con il cuore un po’ più triste di quando ero partito.


Un anno dopo, venni a sapere che sarebbe venuta lei, nella mia città, per una settimana, e non ci stavo più nella pelle, contai pazientemente i giorni, e quando scese dall’aereo, io ero già invece partito, per un’altro viaggio.


Quella settimana cercai di renderla felice, la trattai come la più suntuosa regina, la portai dappertutto, la cosa buffa era che non capivo praticamente nulla, di quello che mi diceva,ma so soltanto, che mi sorrideva … e per me ed per il mio cuore bastava questo, quel sorrido terribilmente bello, come il più stupendo gioiello.


E poi, finalmente era più spensierata, senza la montagna di esami da preparare, senza pensieri, soltanto i più belli desideri, da dover realizzare,ed io che glieli esaudivo mano mano, tutti.

Lei forse immaginava, che ci stavo male, dalla mia faccia, a non capirla, e si divertiva a burlarmi, in quei giorni parlammo soltanto con gli occhi e con la mente, loro invece capivano tutto, non c’era bisogno di nessun traduttore, era la lingua universale, dell’amore.


L’ ultimo giorno la portai in montagna, gli feci trovare una tenda piena di belle sorprese, sembrava impazzita per la contentezza,sbalordita da tanta gentilezza.


Come sempre ci parlavamo soltanto con lo sguardo, con gli occhi, con il sorriso, ma davvero avrei dato tutto per potermi farmi capiree capire cosa mi dicesse, e non capire soltanto il suo meraviglioso sorriso.


Dopo la cena, ormai era ora di rincasare, il giorno dopo sarebbe per sempre partita, e senza lei, la mia gioia, sarebbe purtroppo, finita, continuava però a non voler rincasare, mi diceva soltanto con i gesti di aspettare, e continuava a ripetere “je veux te donner quelque chose aussi ” .


Io non capivo con del resto quasi niente da quando era arrivata,ma questa volta sembrava seria, come volesse dirmi qualcosa di importante,con le mani mi chiese di avvicinarmi,ed all’improvviso… cominciò a, baciarmi …


Le emozioni che provai in quell’istante, sono impossibili da poter raccontare,mi sentivo leggero, mi sembrava di camminare sulla luna, ed il mio cuore era un treno impazzito e senza controllore, pronto a schiantarsi alla prima stazione.


Lei, che ve lo dico a fare, era stupenda, i lunghi capelli castani che le coprivano, come un prato in fiore, una marea,tutta la schiena, ed il suo corpo era delicato, come quello di una sirena, ed allo stesso tempo caldo più del sole, più della sabbia del deserto,tutto di lei era stupendo, era un sogno, ad occhi aperti.


Quel bacio sulle mie aride e solitarie da sempre labbra, gli avevano ridato uno scopo,mi aveva riempito in un secondo, di gioia la vita,e mi sembrava non finisse mai, sembrava infinito,poi si stacco dal mio viso, mi fece un grande sorriso, e mi disse  :


” Nous pouvons maintenant aller ” 
ora sì, la potevo finalmente accompagnare.

Partì nella notte, ed io, dormì beatamente, come quando ero bambino,lei non lo sapeva, ma, mi aveva con quel bacio stregato, riacceso nel cuore l’amore,che era spento da decenni, dalle tante delusioni, ed anche se non l’avrei forse più rivista,nel mio cuore, lei è stata, e rimarrà per sempre, la mia più bella, di tutte, conquista.