La scuola degli eroi.

La scuola degli eroi.

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La scuola degli eroi “

Quella mattina, portava con sé, un elegante cartellina, penne fogli e tanta apprensione, per quella tanta attesa, prima lezione.

Era arrivato il momento, in cui, diventare un eroe, poteva finalmente imparare.

Già fantasticava, nella sua testa, chissà cosa d’incredibile avrebbe fatto, imparato a scalare a mani nude una montagna, correre più veloce del vento, per coprire in pochi secondi una lunga distanza, per poi affrontare a mani nude pericolosi rapitori, sconfiggere, senza paura, ladri e malfattori, e non ci stava più nella pelle, glielo si poteva leggere nei suoi occhi, il suo entusiasmo, guardargli vivere, già le avventure più belle.

Ma in un primo momento rimase deluso,dalle parole del maestro,pensava forse, di aver sbagliato, porta d’ingresso, si chiedeva in continuazione se era capitato nella classe sbagliata, forse, la sua lezione era stata senza nessun avviso rimandata.

Perché lì, per essere un eroe, gli insegnavano ad essere umili,ad aiutare sempre chi ne aveva bisogno,e non, a volare tra le nuvole, senza trionfali ingressi come nei film,e grandi presentazioni, non passavano tutto il giorno osannaticome dei grandi imperatori, ma quelli eroi, di cui si insegnava, si alzavano alle sette di mattina,per aiutare con i loro sacrifici la famiglia.

Ventiquattro ore su ventiquattrosotto il cocente sole,soltanto mezza bottiglia di acqua in mano, nessuna invincibile spada, nessun magico bastone, ed allora, che razza di eroe era questo ?

In un primo tempo si chiedeva, che di super poteri, non ne aveva ?

Ma il maestro non si arrese e gli fece comprendere, scavare nel profondo, che quei gesti erano davvero, i più belli e meravigliosi del mondo,quelle mani sporche e nere, ogni giorno, sempre nella calce, erano forti come quelle di Superman, più di quelle di Ulisse,e bastò questo perché dopo un po’, davvero capisse.

Capisse, che per diventare un vero eroe ,non c’era bisogno di nessun super potere, ma nella vita, con piccoli ed umili gesti aiutare gli altri, ed esserne di questo, sempre fieri.

Alla fine della lezione non aveva nessuna colorata tuta, nessun lungo e nero mantello, ma avrebbe portato con sé, per tutta la vita,un magnifico, da vero eroe, insegnamento.