Lucia

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Lucia era sempre carina con me.

Ci incontravamo spesso a casa sua, poichè avevamo amici in comune, e si era creato un bel gruppo, ed ogni volta, mi preparava una deliziosa crostata di mele, mi portava la frutta e poi il caffè, mi sentivo un re.
Era palese gli piacessi, e faceva di tutto per catturare la mia attenzione.
Non era bella, ma chi lo può sentenziare, se una ragazza è bella o brutta ?
Lei era bassina, il naso prorompente, capelli sempre in disordine, sembravano fili di paglia, tanto erano sottili.
Non perdeva mai occasione di scrivermi, per chiedermi come stavo.
L’avevo capito che le piacevo, il problema era, che lei non piaceva a me …
Avevo in mente, purtroppo, altri canoni di bellezza, che mi erano entrati in testa dagli schermi della TV,  da Instagram, Facebook, un po’ da tutte le parti.
Lei non aveva nessun tipo di social, solo un telefono abbastanza vecchio con il quale restare in contatto con la famiglia e gli amici di sempre.
Mi raccontava che a causa delle mura spesse della sua casa, la linea, non prendeva quasi mai, e doveva uscire in strada per averne un po’.
Quando mi raccontò questa cosa mi sentii dannatamente in colpa …
Quante volte mi aveva scritto, ed io non avevo risposto subito,mettendola spesso in secondo piano,
e lei, li forse al freddo, in strada, ad aspettare una mia risposta …

Ed io ancora più stupido, a casa, ad aspettare una risposta dalla ragazza che a me piaceva tanto, ma alla quale non interessavo minimamente.
Marta, Sempre fredda e snob nei mie confronti, non mi guardava nemmeno negli occhi,  quando mi parlava, altro che crostate di mele.
Ma io uscivo pazzo, per lei.
Per il suo viso sublime, i suoi grandi seni, il suo profumo, il suo modo d’intrecciare le gambe.
Più la desideravo, e lei più mi ignorava.
Le scrissi anche una lunga poesia, che pubblicai sul mio profilo Facebook, che lei lesse sicuramente, mise prima il mi piace, e poi lo tolse quasi immediatamente, rendendomi ancora più confuso …
Ma, alla fine, ero innamorato delle sue forme, e non della sua anima, della sua bellezza esteriore e non di quella interiore, sempre che ne avesse una.
Acida com’era.
Intanto Lucia aveva smesso di farmi le crostate di mele, era sempre tanto gentile con me
ma, forse aveva capito, ed io mi sentivo ancora più in colpa …
E, mi chiedevo, perché ci si innamora molto spesso, di una persona solo per l’aspetto fisico,
per quello che si appare fuori, e non si guarda mai o raramente “dentro” …
E come scegliere un libro dalla copertina, lo apri e scopri che è pieno di scarabocchi
oppure una torta dall’aspetto, bella fuori, ma poi la assaggi, ed ha un gusto orribile.
Intanto il libro dalla copertina logora, dentro racchiude il più bel romanzo abbiano mai scritto,
e la torta un po’ storta, ha il sapore più buono del mondo.
Tutto questo mi uccideva, ci pensavo tanto, ma poi facevo sempre lo stesso errore,
ovvero, giudicare le persone dalle apparenze.
Bisognerebbe chiudere gli occhi quando si parla, quando ci si sta conoscendo con una persona pensavo,
per riuscire a percepire meglio, aspetti invisibili agli occhi.
Lucia ora non mi scrive più da un bel po’
e con questa quarantena, siamo ancora più distanti.
Mi mancano dannatamente le sue attenzioni, i suoi modi gentili, le sue crostate di mele.
Quando finirà questo periodo,
ho deciso che andrò da lei come sempre
chiuderò gli occhi, e aprirò il mio cuore
perché, è la cosa più giusta da fare.